L’iperammortamento dell’industria 4.0 nel 2021

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L’iperammortamento industria 4.0

Il fatto che il progresso stia lentamente cambiando in meglio il settore industriale, è un dato oramai sostenuto da numerose prove.

L’inquinamento provocato dai macchinari di lavorazione sta rallentando il suo incedere, ed entro trent’anni o poco più, secondo gli studiosi che quotidianamente approfondiscono il fenomeno, non si produrrà più alcun tipo di inquinamento atmosferico (almeno, non saranno le aziende a produrlo).

Questa è senza dubbio una notizia che il mondo attendeva da un tempo ritenuto immemore: il giorno in cui l’uomo avrebbe smesso di pensare alla sola pecunia per il bene del pianeta che lo ospita da sempre.

Il merito del cambiamento radicale è senza dubbio da ricondurre alla comparsa dell’industria 4.0, ovvero la quarta rivoluzione industriale, la quale ha portato con sé un numero convincente e fondamentale di cambiamenti in diversi campi del settore industriale.

Ad esempio, è oggi possibile utilizzare dei macchinari all’avanguardia, essi in grado di svolgere un lavoro celere e nature-friendly, in sostituzione alle macchine ritenute obsolete e altamente inquinanti (la maggior parte degli strumenti meccanici non introdotti negli ultimi dieci anni). Ciò aiuta le aziende a risparmiare sui consumi e ad appagare molte più domande da parte dei clienti.

Per farla breve, si può dire senza alcun margine d’errore, che l’industria 4.0 ha apportato i mutamenti che da decenni, oramai, la società sperava di immettere nel mondo dell’industria.

Tuttavia, potrebbe sorgere qualche problema nel momento in cui le aziende mettono mani al portafoglio per acquistare le macchine odierne. Queste, infatti, potrebbero avere un costo piuttosto elevato per le disponibilità di un’azienda, un certo malcontento tra gli imprenditori sta attualmente presentandosi.

 A tal proposito, lo Stato italiano è intervenuto già dallo scorso anno, ideando l’iperammortamento , ovvero un piano di risarcimento che potesse aiutare le aziende a contenere le spese dell’acquisto.

 

I requisiti per l’iperammortamento industria 4.0

Nel 2021, vengono spesso utilizzati i termini “iperammortamento” e “superammortamento” in riferimento ai crediti di imposta relativi all’acquisto di nuovi e moderni macchinari.

Benché si usino i dati termini per comodità, l’espressione giusta e riconosciuta per esprimere un ugual concetto, è quella di “credito d’imposta” o “credito d’imposta 4.0” specificando il riferimento alla quarta rivoluzione industriale. 

Per accedere all’agevolazioni del caso, è necessario essere a disposizione di alcuni requisiti, o meglio dire, che è necessario soddisfarli. Nel caso in cui non fosse possibile soddisfarne una buona parte, sarebbe impossibile richiedere gli ammortamenti allo Stato.

 

  • Per prima cosa, è necessario che l’azienda risieda nel territorio italiano: che l’imprenditore sia residente o meno in Italia, non fa alcuna differenza. Ciò che importa è la locazione dell’impresa.

 

  • Una condizione è  acquistare macchinari computerizzati conformi alle regolazioni moderne, che siano essi gestiti da sensori o meno.

 

  • Comprendere dispositivi (dunque software) che permettano di migliorare la sicurezza e la produzione dell’azienda. Ad esempio, un software 4.0 dedicato alla cyber security potrebbe fare al caso di qualsiasi supply chain, poiché gli attacchi informatici atti a destabilizzare la concorrenza, sono sempre più frequenti nel mondo dell’industria. Meglio prendere tutte le precauzioni del caso.

 

  • Installare dei sistemi che assicurino una produzione di qualità e sostenibile all’interno dell’azienda. Questi potrebbero essere acquistati e calcolati come beni strumentali meritevoli di un’agevolazione. In effetti, non si tratta di strumenti economici, ma è pur vero che nelle imprese adottanti gli schemi della quarta rivoluzione industriale, i suddetti nello specifico appaiono indispensabili per ottenere una certa velocità di produzione senza perdere la qualità della manodopera.

 

Come si può evincere dai punti elencati, le condizioni da soddisfare principalmente, sono almeno due, di cui una fondamentale. La locazione dell’azienda all’interno del territorio italiano è imprescindibile, mentre è possibile scegliere tra una delle restanti opzioni, purché si rientri e non si superi un certo tetto economico.

 

Le agevolazioni nel 2021 

Ci saranno diverse agevolazioni a seconda dell’anno in cui si acquisteranno ufficialmente i prodotti, dunque a pagamento già effettuato. Il credito d’imposta spettante, sarà percepibile in 3 quote annuali di pari importo a partire dall’avvenuta interconnessione.

 

  • Credito di imposta del 10% per tutti gli acquisti riconosciuti oltre i 10milioni di euro e non oltre i 20milioni di euro.

 

  • Credito di imposta del 30% per tutti gli acquisiti riconosciuti oltre i 2.5milioni di euro e non al di là dei 10milioni di euro.

 

  • Credo di imposta del 50% per tutti gli acquisti riconosciuti fino ai 2.5milioni di euro.

 

I crediti di imposta sopracitati varranno per gli Investimenti effettuati dal 16/11/2020 al 31/12/2021, dunque entro il 30/06/2022, se l’ordine è stato accettato e l’acconto del 20% è stato versato entro il 31/12/2021

 

Le agevolazioni nel 2022

All’esatta stregua del 2021, anche nel 2022, il credito d’imposta spettante sarà percepibile in 3 quote annuali di pari importo a partire dall’avvenuta interconnessione.

  • Credito di imposta del 10% per tutti gli acquisti riconosciuti oltre i 10milioni di euro e non oltre i 20milioni di euro.

 

  • Credito di imposta del 30% per tutti gli acquisiti riconosciuti oltre i 2.5milioni di euro e non al di là dei 10milioni di euro.

 

  • Credo di imposta del 50% per tutti gli acquisti riconosciuti fino ai 2.5milioni di euro.

 

Per godere dei crediti di imposta di cui sopra, gli investimenti devono essere effettuati dal 01/01/2022 al 31/12/2022, dunque entro il 30/06/2023, qualora l’ordine dovesse essere  accettato e l’acconto del 20% versato entro il 31/12/2022

 

Ammortamento Industria 4.0: in quanti anni?

 

Gli anni in cui sarà possibile usufruire dei crediti di imposta, saranno 3. Inizialmente, tuttavia, si era pensato a 5 anni di fruibilità. 

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