Cos’è il cmr

Il cmr: cos’è 

Benché non vi sia un’adeguata conoscenza generale a  sancirne la veridicità, è comune pensare che il ramo dei trasporti sia piuttosto complicato, ricco di leggi differenti per ogni nazione in cui si decide di guidare. Infatti, sembra quasi impossibile trovare un paese avente lo stesso codice stradale italiano: cambiano limiti di velocità, talora segnaletica e spesso addirittura il senso della guida (basti pensare ai paesi affiliati con il Regno Unito).

Non sono esegui gli italiani che, trovandosi a rispettare un nuovo codice stradale, commettono errori talvolta madornali, perché ancora abituati alle regole e ai metodi di guida del bel paese. 

Purtuttavia, esiste un qualcosa che si ritiene uguale in ogni nazione dell’Unione Europea (entro un breve periodo di tempo, quindi, il Regno Unito potrà dire diversamente) e ciò ha a che fare con il trasporto degli autoarticolati e degli autocarri, dunque dei camion, per farla breve. Si tratta del tanto confuso e discusso Cmr, la cui funzione risulta imprescindibile al fine di discernere la legalità delle spedizioni e l’identità dell’autista.

I furti dei camion  sono certamente rari, ma prevenire in modo semplice e celere questo tipo di reato, dovrebbe essere prerogativa di ogni stato.

 

Cos’è il Cmr

Prima di scendere nel dettaglio dell’argomento, è necessario puntualizzare qualcosa di molto importante. La parola Cmr è l’acronimo de: la convention des merchandises par route, ovverosia, “l’accordo del commercio su strada”.

Quest’ultimo è stato siglato nel 1956, a Ginevra, e vi hanno aderito una moltitudine di nazione europee: Polonia, Svizzera, Germania, Lussemburgo, Austria, Belgio, Francia, Paesi Bassi e Svezia.

Si è concluso con la firma di un contratto da parte di tutte le nazioni sopraelencate, le quali hanno aderito ai termini del documento ritenendo di star facendo una cosa giusta… Il che era effettivamente vero.

Col tempo, anche la restante porzione di nazioni non ancora facenti parte dell’accordo, proposero di firmare un contratto affine, allo scopo di tutelare camionisti e aziende nel migliore dei modi possibili. Oggi si può dire che il Cmr sia effettivamente un ottimo alleato contro diverse tipologie di illegalità, sebbene di tanto in tanto capitino eccezioni a confermar la regola.

In questi casi, dovrebbe essere premura delle forze dell’ordine far ristare un camion in circolazione con una targa segnalata come “rubata” e controllare che tutto sia in ordine; oppure -nel caso non sia stato segnalato alcun furto corrispondente al mezzo- chiedere all’autista di fermarsi e… Controllare il documento Cmr.

Questo dettaglio porta alla seconda parte della specificazione. Oggigiorno per Cmr raramente si intende la convenzione che portò le potenze europee a riunirsi attorno a un tavolo; si intende, infatti, il documento che attesta l’avvenuta consegna di un mezzo che si appresta a oltrepassare i confini di una nazione per approdare in un’altra.

Il documento viene controllato dalle forze dell’ordine a una condizione: il paese in cui si sta per approdare deve far parte dell’accordo sul commercio stradale. Qualora ci si fermasse a riflettere, la cosa avrebbe un suo senso. Le nazioni che non hanno aderito all’accordo, si assumono la totale responsabilità del caso.

Poco dopo la firma dell’accordo, agli autisti veniva rilasciato un documento cartaceo, originale e autorizzato, che attestasse i punti salienti del contratto. Era un metodo rapido di confermare la legale identità di viaggiatore e carico, ma in alcune occasioni -durante il controllo- capitava che il documento fosse stato perduto, indi si pensò di passare a una convalida elettronica che oggi risulta essere una prassi rapida e sicura.

I documenti, tuttavia, devono comunque essere mostrati per quietanza, così da assumere che l’autista dell’articolato sia effettivamente colui che risiede alla guida.

 

La compilazione del Cmr

La lettera di vettura internazionale, così come viene definito il documento in Italia, è sovente rilasciato dal mittente e prevede la firma di tutte le parti coinvolte, dunque, anche del vettore e del destinatario.

Nel caso in cui la merce dovesse essere in qualche modo smarrita, sarà il vettore a farne le spese. 

È bene tenere a mente che la lettera, indipendentemente dal suo formato, è un documento di riconoscimento e che non sostituisce in alcun modo la polizza di carico.

Per firmare un corretto documento Cmr, è necessario scrivere quanto segue:

  • Data e luogo della compilazione.
  • Nome e indirizzo di: mittente, vettore e destinatario.
  • Nome e indirizzo del luogo di ricevimento della merce e della consegna, qualora fosse diverso da quello del destinatario.
  • Peso, natura e quantità dei beni trasportati.
  • Indicazione dei punti di transito doganali (questi sono tutti obbligatori e non possono essere aggirati in alcun modo).
  • Dettagli relativi alle spese del trasporto, specificando se sia stato pagato al principio della spedizione o che debba essere pagato a consegna ultimata.
  • Specificazione la presenza di eventuali merci pericolose.
  • Dati relativi all’immatricolazione del mezzo del vettore.

 

 Conclusioni 

In sostanza, il documento Cmr è una lettera obbligatoria che attesta l’identità di tutte le parti incluse nel trasporto della merce. È bene informarsi quanto prima al fine di permettere al vettore un viaggio privo di beghe e al destinatario di ottenere la merce intatta.

Infatti, qualora i colli dovessero risultare danneggiati per mezzo di una chiusura sbagliata, il mittente dovrà prevedere a risarcire il destinatario.

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