Impianto Fotovoltaico Azienda Agricola

fotovoltaico per imprese agricole

 

L’impianto fotovoltaico rappresenta una soluzione sempre più adottata dalle aziende agricole e sempre più incoraggiata dal governo.
Ciò in quanto si tratta di uno strumento utile allo sviluppo di un modello produttivo sostenibile.
È bene dunque comprendere in cosa consiste, quali sono gli incentivi previsti, quali vantaggi ottengono le aziende e a quanto ammontano i costi medi.

fotovoltaico

In cosa consiste

Contenuti Articolo


Prima di approfondire ulteriormente, è bene capire in cosa consiste un impianto di tal tipo.

Il fotovoltaico si compone a livello strutturale di elementi quali:

  • Il generatore.
    È quello costituito dall’insieme dei pannelli solari, il cui componente elementare è la cella.
    Essa è realizzata con un materiale semiconduttore, generalmente silicio, opportunamente trattato.
    Al suo interno avviene la conversione dell’energia solare in energia elettrica.

    Più celle collegate in serie costituiscono un modulo: una struttura diversamente ancorabile.
    Possono esservi pannelli fotovoltaici su terreno agricolo, così come montati su edifici o su capannoni agricoli.
  • Inverter.
    Si tratta di dispositivi che trasformano la corrente continua generata dal modulo in corrente alternata.

    Al loro interno sono presenti un trasformatore e un sistema di filtraggio, che garantiscono la qualità della potenza in uscita.
  • Contatori.
    Sono adibiti a quantificare l’energia prodotta, consumata e reimmessa in rete.
  • Quadri elettrici.

L’impianto fotovoltaico, come quello eolico, ha l’obiettivo di impiegare l’energia rinnovabile per generare energia elettrica.
Viene quindi sfruttata la radiazione solare, senza utilizzare alcun tipo di combustione.

Maggiore è la superficie dei pannelli solari e maggiore sarà la resa.
Questa è relativa allo specifico fabbisogno.
Un’azienda agricola di medie dimensioni necessita di impianti di almeno 20kW di potenza, mentre quelle più grandi possono esigere anche 50 o 100 kW.

La produzione e la cessione di energia elettrica può essere soggetta a tassazione come reddito agrario nel limite di 260mila kWh.

 


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Incentivi fotovoltaico aziende agricole


Le aziende agricole possono usufruire degli incentivi per il fotovoltaico.

Infatti, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha l’esplicito obiettivo di incoraggiare la sostenibilità ambientale ed energetica.
Il PNRR si rivolge alle aziende agricole tramite appositi investimenti per il “Parco agrisolare”.

I beneficiari sono:

  • Gli imprenditori agricoli, iscritti nella sezione speciale del registro imprese.
  • Gli imprenditori dell’agroalimentare, in possesso di codice ATECO (precisati nel bando).
  • Le cooperative agricole che svolgono attività di coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse; devono essere iscritte nella sezione speciale del registro imprese.

Dai beneficiari sono esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA, aventi un volume di affari annuo inferiore ad € 7.000,00.

Le agevolazioni previste:

  • 50% a fondo perduto per le aziende agricole e di trasformazione che risiedono nelle regioni del Sud.
  • 40% a fondo perduto per tali aziende risedenti nelle altre regioni italiane.
  • 30% a fondo perduto per aziende di trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli.

La maggiorazione del contributo a fondo perduto del 20% è prevista per:

  • Agricoltori che si sono insediati nei 5 anni precedenti alla data di presentazione della domanda.
  • Investimenti collettivi.
  • Investimenti in aree soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici ai sensi dell’articolo 32 del regolamento (UE) n. 1305/2013.
  • Piccole imprese.

La maggiorazione del 10% riguarda invece le medie imprese.

Il principale intervento, destinatario dell’incentivo, riguarda l’acquisto e messa in opera di pannelli fotovoltaici con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp.

Vi sono poi interventi facoltativi di riqualificazione come:

  • Rimozione e smaltimento dell’amianto dai tetti.
  • Realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto.
  • Realizzazione dell’isolamento termico dei tetti.

Inoltre, con il Piano di Transizione 4.0 viene assicurato il credito d’imposta del 6%.

È stato confermato fino al 30 giugno 2023, nella misura in cui l’investimento è stato pagato per almeno il 20% entro la fine del 2022 e non costituisce una spesa superiore ai 2 milioni di euro.

Vi è poi la Nuova Sabatini: un’agevolazione fiscale per i beni strumentali e in particolare per il fotovoltaico aziendale che rientra negli incentivi promossi dal Ministero dello sviluppo economico.

Il finanziamento viene accordato se l’importo dell’investimento non è inferiore a 20.000 euro e non è superiore a 4 milioni.

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Vantaggi per l’azienda


Esistono molteplici vantaggi per l’azienda che ricorre a questa soluzione sostenibile.
Tra i benefici principali:

  • Abbattere i costi della bolletta.
    Produrre energia elettrica tramite una fonte rinnovabile consente un risparmio ingente.
    Infatti, quella dell’elettricità è una spesa che costituisce un’importante voce di bilancio, e che può essere ridotta drasticamente.
  • Ammortizzare l’investimento.
    Come visto, esistono incentivi significativi che rappresentano un importante ausilio: l’impianto fotovoltaico diviene più alla portata di molte aziende.
  • Valorizzazione dell’immagine aziendale.
    Il green è un trend in continua crescita e affermazione, per cui un’azienda che dimostra di implementarlo tende a rafforzare il proprio brand.
  • Minor impatto ambientale.
    Il fotovoltaico non è alimentato da combustibili fossili e inquinanti.
    Dunque si contribuisce a ridurre l’inquinamento e a favorire la sostenibilità ambientale.
  • Massimizzare la produzione.
    Le aziende agricole possono ottimizzare l’impiego del suolo tramite l’agrivoltaico.
    Questa soluzione consente infatti di generare energia e al contempo dedicarsi alla coltivazione del medesimo terreno che ospita l’impianto.

 


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Costi


I costi del fotovoltaico variano in base alla potenza necessaria all’azienda, quindi alla taglia dell’impianto stesso.

In linea di massima si può affermare che:

  • Un impianto tra i 20 e i 50 kW di potenza di picco costa tra i 1.000 e i 1.500 euro per kW installato.Uno di 50 kW, quindi, ha un costo che parte da 50.000 euro.

  • Un impianto tra i 100 e 500 kW di potenza può prevedere un investimento di circa 1.000 euro/kW.

Tuttavia va anche detto che si tratta di una spesa recuperabile in pochi anni.

Infatti, oltre agli incentivi e alle agevolazioni previste, il consumo di energia prodotta dal proprio impianto consente di risparmiare significativamente.
Ciò in quanto si riducono i costi in bolletta.

Per massimizzare il ritorno dell’investimento è fondamentale dimensionare l’impianto perché sia garantito il massimo autoconsumo dell’elettricità prodotta.

Se invece essa viene ceduta alla rete, il tempo di ritorno sull’investimento si allunga.
Ciò in quanto la tariffa offerta dallo Scambio sul Posto (il meccanismo che determina i costi a cui viene pagata l’elettricità ceduta) è meno remunerativa.

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