Azienda

che cosa è un'azienda

 

L’azienda è il centro nevralgico dell’attività economica, per cui è fondamentale averne una conoscenza specifica.
Si tratta dunque di comprendere cos’è, quali sono i suoi tipi, in cosa differisce da un’impresa artigiana e quali sono le sue evoluzioni nel mondo industriale 4.0.

 

Azienda: che cos’è


È opportuno partire capendo bene che cos’è un’azienda (o ditta, fabbrica, impresa, compagnia).

Si tratta di un’organizzazione di beni economici e capitale umano, volta alla soddisfazione di determinati bisogni. Essa ha una struttura organizzativa ben definita e volta a coordinare uomini e mezzi, ed è amministrata (governance) da un manager.

L’imprenditore è colui che esercita l’attività economica al fine del raggiungimento di obiettivi prefissati (core business), perseguiti tramite processi aziendali che includono diverse attività e che vengono accuratamente pianificati.

A tal proposito, secondo il Codice civile:

  • Articolo 2082: “è imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi”.
  • Articolo 2555: “l’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa”.

L’azienda può appartenere a diversi settori dell’attività economica:

  • Primario: attività legate allo sfruttamento di risorse naturali o materie prime, quindi agricoltura, pesca, allevamento, silvicoltura e attività mineraria.
  • Secondario: attività manufatturiere che prevedono la trasformazione delle materie prime in prodotti finiti con valore aggiunto; vi rientra quindi l’industria con tutti i suoi sottosettori.
  • Terziario: attività legate alla produzione e fornitura di servizi.

In un’impresa le attività sono strutturate secondo determinate funzioni, ovvero operazioni volte al conseguimento dello scopo determinato, come: 

  • Gestione organizzativa: attribuzione di ruoli, compiti e responsabilità.
  • Personale: assunzioni, formazione, retribuzione.
  • Finanza: investimenti e finanziamenti.
  • Acquisti: approvvigionamento di merci.
  • Produzione: implementazione del processo produttivo.
  • Vendite: commercializzazione e distribuzione.
  • Marketing: ricerche di mercato ed elaborazione strategie comunicative.
  • Contabilità e bilancio: registrazione delle transazioni economiche e redazione del bilancio.
  • Controllo di gestione: monitoraggio e verifica del raggiungimento degli obiettivi.

Che tipo di azienda aprire


Per sapere che tipo di azienda aprire è necessario capire quale scopo si vuole perseguire.
Infatti, quest’elemento funge da discrimine tra le varie tipologie aziendali, per cui vi sono quelle:

  • Profit oriented o imprese: il fine della loro attività è quello di ricavare un utile.
  • Non profit: perseguono scopi di interesse sociale.
  • Delle P.A.: il fine è la soddisfazione di bisogni pubblici, la fornitura di pubblica utilità.

Se l’intento è quello di avviare un’impresa orientata al profitto, vi sono alcuni step a cui è opportuno attenersi:

  1. Definizione dell’idea di business.
    Si tratta di trovare un’idea innovativa che sappia rappresentare una soluzione a qualche tipo di problema/bisogno.
  2. Stabilire un business plan.
    Bisogna dunque elaborare un’attenta pianificazione del business model e del financial plan (ovvero il piano economico-finanziario) e condurre un’analisi sui competitor.
  3. Elaborare una strategia di acquisizione di clienti.
    Quindi bisogna capire bene qual è il target di riferimento e come raggiungerlo, tramite quali canali e linguaggi comunicare con esso.
  4. Stabilire la forma giuridica dell’impresa:
    • Azienda s.n.c. (“Società in Nome Collettivo)
    • S.r.l. (“Società a Responsabilità Limitata)
    • S.p.a. (“Società per azioni”)
    • S.a.s. (“Società in Accomandita Semplice”)
  • Cooperativa
  1. Iter burocratico.
    L’apertura dei diversi tipi di azienda prevede differenti procedure.
    Considerando una tradizionale impresa commerciale bisogna:
  • Aprire la partita IVA
  • Iscriversi al Registro delle Imprese
  • Comunicare gli atti alla Camera di Commercio
  • Inviare al Comune l’avviso di inizio attività

 

Quando da artigiana un’azienda passa ad industria


Per capire quando da artigiana un’azienda passa ad industria, bisogna partire specificando cosa s’intende nel primo caso.

Un’azienda artigiana si caratterizza per alcuni requisiti definiti dalla Legge 443 del 1985.

Innanzitutto, viene stabilito il numero massimo di dipendenti che può avere per essere categorizzata come artigiana (articolo 4):

  • Impresa che lavora in serie: massimo 9 dipendenti.
  • Impresa che non lavora insieme: massimo 18.
  • Lavorazioni artistiche, tradizionali e dell’abbigliamento su misura: 32 dipendenti
  • Imprese di costruzioni edili: 10 dipendenti.
  • Autotrasportatori: massimo 8.

Ciò vuol dire che se il personale supera questi limiti, un’azienda di tal tipo passa ad industria.

Un altro fattore determinante riguarda il ruolo dell’imprenditore.
Secondo l’articolo 2, nel contesto artigiano, egli “è colui che esercita personalmente, professionalmente e in qualità di titolare, l’impresa artigiana, svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale nel processo produttivo”.

Dunque l’attività dev’essere condotta dal titolare anche manualmente e in prima persona; la sua partecipazione è prevalente.

Inoltre, un’impresa artigiana deve avere come scopo principale lo svolgimento di attività manuali legate all’artigianato e non può svolgere alcune attività: agricole, commerciali di intermediazione e di vendita, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande (se non in via strumentale o accessoria rispetto all’esercizio dell’impresa).

In questo tipo di azienda, poi, il lavoro è preminente rispetto al capitale. Ciò vuol dire che il valore del lavoro dovrà essere superiore al valore del capitale investito e circolante.

Se queste caratteristiche vengono a modificarsi, l’azienda diviene industriale.

 

Cosa significa azienda 4.0


Per capire cosa significa azienda 4.0 è opportuno specificarne le caratteristiche principali.

Essa nasce con la quarta rivoluzione industriale e si basa sulla digitalizzazione, sull’automazione, su un modello intelligente in cui gli strumenti sono connessi alla rete e interconnessi tra di loro.
Ciò col fine di incrementare la produttività sia dal punto di vista quantitativo che da quello qualitativo, e di migliorare l’aspetto tecnico-organizzativo.

Le tecnologie abilitanti dell’industria 4.0 sono indicate dal Piano Impresa 4.0 e sono nove:

  • Manifattura additiva.
    In questo caso, si tratta di tecnologie (FDM, SLA, SLS e così via) che consentono la realizzazione del prodotto a partire da un modello 3D e proseguendo con la composizione strato su strato di materiale.
  • Realtà virtuale (VR).
    Permette l’immersione in un ambiente digitale costruito ad hoc, utilizzato per simulazioni e test.
  • Simulazione.
    Si tratta di software di analisi numerica che consentono la simulazione digitale assistita dal calcolatore.
  • Integrazione orizzontale/verticale.
    L’obiettivo è quello di agevolare lo scambio di informazioni durante l’intera supply channel.
    L’integrazione orizzontale riguarda l’interscambio informativo tra aziende che operano in diverse fasi della catena di valore o in differenti contesti.
    Quella verticale si riferisce alla comunicazione tra macchine o con altri servizi digitali aziendali come il software MES. Integrabile a quest’ultimo è ad esempio l’ERP, che consente l’interconnessione tra sistemi ed è una fonte di informazioni aggregate.
  • Industrial Internet of Things.
    Uso di sensori e tecnologie di scambio informativo installati negli oggetti, nei prodotti e sui macchinari, in grado di abilitare la tracciabilità, il coordinamento ed il controllo remoto degli stessi.
    Si tratta ad esempio della tecnologia RFID e di quelle abilitanti il software di gestione dei traporti, capace di tracciare e fornire visibilità sulle operazioni logistiche riguardanti le merci.
  • Cloud.
    Permette di creare un unico ecosistema per cui vari server possono inserire, modificare, accedere a dati integrati, in real time ed aggiornati, tramite internet. In tal modo si crea un’unica fonte informativa.
  • Cyber-security.
    Tecnologia finalizzata alla sicurezza informatica, ovvero alla protezione dei sistemi.
  • Big Data & Advance Analytics.
    Si tratta della possibilità di analisi intelligente di dataset molto grandi ed eterogenei.

La possibilità di farsi supportare da una società di consulenza in ambito 4.0, permetterà di risparmiare molto tempo, legato ai cavilli burocratici e di godere a pieno di tutti i benefici.

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