Voucher AI per le micro imprese: al via le nuove sovvenzioni 5.0 delle Camere di commercio
Le Camere di commercio italiane stanno lanciando un nuovo programma di voucher per sostenere la doppia transizione digitale‑green delle micro e piccole imprese, con un budget complessivo di 150 milioni di euro per il triennio 2026‑2029 e un forte focus su progetti di Intelligenza artificiale.
Parte l’8 luglio il nuovo bando nazionale dei Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di commercio, che mette a disposizione 150 milioni di euro in voucher per accompagnare micro e piccole imprese nella doppia transizione digitale e green, con particolare attenzione ai progetti basati sull’Intelligenza artificiale.
Le domande potranno essere predisposte sulla piattaforma ReStart di Infocamere, lo sportello online dedicato ai bandi del sistema camerale, mentre ogni Camera di commercio stabilirà autonomamente le spese ammesse e le proprie finestre temporali per l’invio effettivo delle richieste.
Un programma nazionale da 150 milioni per la doppia transizione
Il nuovo Bando Voucher Doppia Transizione 2026 dei PID si inserisce in una strategia triennale che, tra il 2026 e il 2029, mobiliterà 150 milioni di euro in contributi a fondo perduto per l’innovazione delle micro, piccole e medie imprese.
L’obiettivo è favorire investimenti in tecnologie abilitanti – dall’Intelligenza artificiale all’Internet of Things, dal cloud alla cybersecurity, dalle soluzioni ERP e CRM fino alla blockchain, big data, robotica, realtà aumentata e virtuale – e affiancare alle scelte digitali un miglioramento delle performance ambientali delle aziende.
Le risorse saranno gestite in modo decentrato attraverso i PID delle singole Camere di commercio, che pubblicheranno i propri bandi territoriali declinando importi dei voucher, intenzioni strategiche e priorità di spesa in funzione delle caratteristiche del tessuto produttivo locale.
Il risultato è un quadro nazionale coordinato ma flessibile, che punta a rendere accessibile l’innovazione anche alle imprese di minori dimensioni, spesso prive di strutture interne dedicate alla trasformazione digitale.
Domande dall’8 luglio sulla piattaforma ReStart
Per le imprese interessate, il primo passaggio è fissato all’8 luglio 2026: dalle ore 10 sarà infatti possibile accedere alla piattaforma ReStart di Infocamere e iniziare a predisporre la domanda di contributo, caricando la documentazione richiesta e compilando le schede di progetto secondo le indicazioni del bando di riferimento.
ReStart è il portale telematico utilizzato dal sistema camerale per la gestione dei bandi di finanziamento, con accesso tramite SPID, CNS o CIE e procedure interamente digitali dalla presentazione della domanda alla rendicontazione finale.
La possibilità di pre‑compilare le domande dall’8 luglio non coincide ovunque con la data di invio: molte Camere di commercio stabiliranno una successiva data di apertura della fase di trasmissione, insieme alle scadenze per la chiusura dei bandi e ai criteri di valutazione, prevedendo spesso una graduatoria “a sportello” fino a esaurimento delle risorse.
Per questo, le imprese sono invitate a monitorare il sito della propria Camera di commercio per verificare le tempistiche locali e le specifiche modalità di partecipazione.
Tra i requisiti generali, il bando nazionale prevede anche la compilazione, nei tre mesi precedenti la domanda, dell’assessment gratuito di maturità digitale sul portale PID, strumento che consente di misurare il livello di digitalizzazione dell’azienda e individuare le aree prioritarie di intervento.
Si tratta di un passaggio che punta a rendere più mirata la progettazione degli investimenti e a favorire l’allineamento tra obiettivi imprenditoriali e strumenti tecnologici scelti.
Focus sull’Intelligenza artificiale nelle micro e piccole imprese
Uno degli assi portanti delle nuove sovvenzioni 5.0 è l’Intelligenza artificiale, vista come leva strategica per aumentare produttività, competitività e capacità di risposta ai mercati anche nelle micro e piccole imprese.
In diversi bandi territoriali pubblicati nelle ultime settimane, dai voucher dedicati all’AI della Camera di commercio di Varese ai programmi “Doppia transizione” di Firenze e di altre circoscrizioni, emerge chiaramente la volontà di spingere l’adozione di soluzioni di analisi dati, automazione intelligente dei processi, sicurezza informatica avanzata e strumenti di supporto alle decisioni basati su algoritmi.
In concreto, tra le spese ammissibili figurano l’acquisto di software, piattaforme e sistemi di AI on‑premise o in cloud, licenze per l’utilizzo di soluzioni di Intelligenza artificiale, dispositivi digitali intelligenti, servizi di personalizzazione e integrazione con i sistemi aziendali esistenti, canoni di manutenzione, assistenza tecnica e aggiornamento.
A queste si aggiungono attività di formazione e aggiornamento professionale del personale, spesso erogate da enti accreditati, e consulenze specialistiche per l’addestramento dei modelli sui dati aziendali e per la progettazione di percorsi di trasformazione digitale su misura.
Gli importi dei voucher, le percentuali di contributo rispetto alla spesa ammessa e i limiti minimi e massimi di investimento varieranno da Camera a Camera.
In alcuni bandi locali, come quelli dedicati all’AI a Varese o alla doppia transizione a Firenze, si oscilla ad esempio tra contributi pari al 50‑75% delle spese ammissibili, con massimali intorno ai 8.000‑10.000 euro per impresa e investimenti minimi che partono da poche migliaia di euro.
Il quadro complessivo conferma quindi l’intenzione di mantenere la porta aperta anche alle realtà più piccole, che spesso faticano a sostenere autonomamente progetti di innovazione strutturata.
Ogni Camera decide le spese ammesse
Un elemento chiave del nuovo programma è l’autonomia riconosciuta alle singole Camere di commercio nella definizione delle spese ammissibili e degli importi dei voucher, pur nel perimetro generale della doppia transizione digitale e green.
Questo consente ai PID territoriali di tarare gli interventi sulla base delle esigenze specifiche dei distretti produttivi, valorizzando filiere strategiche e integrando i contributi nazionali con eventuali misure regionali e locali già attive su innovazione, sostenibilità e competitività.
Per le imprese, ciò significa che non esiste un unico elenco valido per tutto il territorio nazionale: è necessario consultare il bando della Camera di commercio di appartenenza per conoscere nel dettaglio quali investimenti saranno finanziabili, in che misura e con quali vincoli temporali o documentali.
In molti casi, oltre alle tecnologie abilitanti e alle consulenze, rientrano tra le spese ammesse anche percorsi di accompagnamento formativo, iniziative di assessment e audit, oltre a progetti di integrazione di soluzioni AI e digitali nelle diverse funzioni aziendali, dalla produzione alla logistica, dal marketing alla gestione amministrativa.
Opportunità e prossimi passi per le imprese
Il lancio delle nuove sovvenzioni 5.0 delle Camere di commercio arriva in una fase in cui una quota ancora minoritaria ma crescente di PMI italiane ha già introdotto soluzioni AI nei propri processi, mentre molte altre stanno valutando se e come partire.
I voucher messi a disposizione dal sistema camerale, con un budget di 150 milioni di euro in tre anni, mirano proprio a ridurre la barriera di ingresso, trasformando l’adozione di tecnologie evolute da scelta rischiosa a investimento sostenuto da contributi pubblici e da percorsi di accompagnamento.
Per le micro e piccole imprese interessate, i prossimi passi sono chiari: verificare il bando della propria Camera di commercio, completare l’assessment PID di maturità digitale, definire un progetto coerente con gli obiettivi aziendali e predisporre per tempo la documentazione da caricare sulla piattaforma ReStart a partire dall’8 luglio.
