Stabilizzazione under 35: al via l’esonero contributivo totale per le aziende
L’INPS ha attivato le procedure per richiedere l’esonero contributivo destinato alle imprese che trasformano a tempo indeterminato i contratti dei lavoratori under 35. L’agevolazione prevede uno
sgravio totale dei contributi a carico del datore di lavoro, entro il limite di 500 euro mensili per ciascuna stabilizzazione.
Domande aperte dopo il messaggio INPS
Con il messaggio n. 2518 del 2026, l’INPS ha reso operative le modalità di accesso all’incentivo previsto dall’articolo 4 del DL Lavoro n. 62/2026, convertito nella legge n. 112/2026. La misura,
già disciplinata dall’Istituto con la circolare n. 72/2026, punta a favorire la trasformazione dei rapporti a termine in contratti a tempo indeterminato per i giovani che non hanno ancora maturato
precedenti esperienze lavorative stabili.
Per le aziende, il provvedimento può rappresentare un supporto concreto nelle politiche di retention e di pianificazione degli organici. Il beneficio è infatti pari al 100% della contribuzione
previdenziale datoriale, nel rispetto del massimale di 500 euro al mese per ogni lavoratore interessato.
I requisiti per ottenere lo sgravio
L’accesso all’agevolazione è subordinato a precise condizioni relative sia al lavoratore sia al rapporto contrattuale da trasformare. In primo luogo, il dipendente deve avere meno di 35 anni alla
data della stabilizzazione e non deve essere mai stato titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Il contratto a termine originario deve essere stato avviato entro il 30 aprile 2026. Inoltre, la durata effettiva del rapporto a tempo determinato non può superare i 12 mesi complessivi, includendo
anche eventuali proroghe. La trasformazione deve avvenire senza interruzioni: tra contratto a termine e assunzione a tempo indeterminato deve quindi essere garantita la continuità del rapporto.
Flussi Uniemens da agosto 2026
I datori di lavoro autorizzati potranno fruire dell’esonero attraverso i flussi Uniemens a partire dal mese di competenza di agosto 2026. L’INPS ricorda inoltre che, in caso di trasformazione del
contratto a termine, si applica la restituzione del contributo addizionale dell’1,40% versato nel corso del rapporto a tempo determinato.
Le imprese dovranno verificare con attenzione la posizione contributiva e la storia lavorativa del dipendente prima di presentare la richiesta. Il rispetto di tutti i requisiti rappresenta infatti
un passaggio essenziale per accedere correttamente al beneficio e pianificare l’utilizzo dell’agevolazione.
Niente cumulo con altri esoneri
L’incentivo non è cumulabile con altri sgravi o riduzioni contributive riconosciuti al datore di lavoro. Questo aspetto assume particolare rilievo per le imprese che stanno già utilizzando l’esonero parziale del 50% previsto per le assunzioni di giovani under 30 dalla legge n. 205/2017. Qualora l’azienda scelga di passare al nuovo esonero totale, dovrà restituire l’agevolazione
precedentemente fruita. Prima di procedere, risulta quindi opportuno valutare l’impatto economico e contributivo delle diverse misure disponibili, anche in relazione alla durata residua del rapporto e alla struttura del costo del lavoro.
Un supporto per le politiche occupazionali
L’avvio della procedura INPS rende pienamente utilizzabile una misura pensata per incentivare l’occupazione stabile dei giovani. Per le imprese, l’esonero può alleggerire il costo della
trasformazione dei contratti a termine e favorire l’inserimento duraturo di profili già formati e conosciuti all’interno dell’organizzazione.
La convenienza dell’intervento andrà valutata caso per caso, tenendo conto dei limiti di importo, dell’impossibilità di cumulo e delle condizioni previste dalla normativa. Resta centrale il ruolo
degli uffici del personale e dei consulenti del lavoro nell’analisi preventiva dei requisiti e nella corretta gestione degli adempimenti contributivi.
