Inflazione al 2,8% a luglio, risale la fiducia della manifattura ma accelerano le tariffe energetiche regolamentate

inflazione italia luglio 2026

Le stime preliminari diffuse dall’Istat il 31 luglio collocano l’inflazione italiana al 2,8% su base annua, due decimi sotto la rilevazione di giugno, con una frenata che arriva quasi per intero dagli alimentari freschi e dagli energetici venduti sul mercato libero. Sul fronte opposto le tariffe di elettricità e gas del mercato tutelato registrano un balzo che riporta il tema del costo dell’energia al centro delle valutazioni di chi produce.

Il quadro che emerge dai dati di luglio si presta a letture divergenti. I prezzi al consumo crescono dello 0,2% su base mensile, il carrello della spesa resta fermo al +1,3% annuo e gli indici di fiducia migliorano sia per le famiglie sia per le imprese, mentre le associazioni dei consumatori parlano di un possibile “fuoco di paglia” e collocano l’attenzione sui mesi autunnali. Nell’area euro, secondo la stima flash di Eurostat, l’inflazione annua di luglio sale al 2,9% dal 2,8% di giugno, invertendo il segno rispetto al dato italiano.

Energetici regolamentati in accelerazione mentre il mercato libero rallenta

La componente energetica di luglio si divide in due traiettorie opposte che pesano in modo diverso sulle strutture di costo aziendali. Gli energetici non regolamentati, voce che comprende carburanti, elettricità e gas acquistati sul mercato libero, rallentano dal +13,3% al +10,6%, contribuendo insieme agli alimentari freschi (dal +4,4% al +3,8%) al raffreddamento dell’indice generale. Gli energetici regolamentati, cioè le tariffe di elettricità e gas del mercato tutelato, accelerano invece dal +9,2% al +14,9%.

Sui carburanti la rilevazione statistica racconta una parte soltanto del mese. L’Istat segnala prezzi in calo marcato nella prima metà di luglio e in rapido recupero nella seconda, quando è intervenuto anche il nuovo sconto governativo sul gasolio, ma l’Unione Nazionale Consumatori osserva che le rilevazioni si fermano al 21 del mese e che il rialzo successivo resta fuori dal calcolo. Sul versante elettrico il Codacons segnala l’effetto dell’ondata di caldo eccezionale sui consumi di climatizzazione, una voce che negli stabilimenti e negli uffici si somma ai fabbisogni di processo. Le stime delle associazioni dei consumatori quantificano in oltre 900 euro annui la maggiore spesa per famiglia a un tasso di inflazione del 2,8%.

Fiducia in crescita nella manifattura e nei servizi, in arretramento nelle costruzioni

Il clima di fiducia dei consumatori sale a luglio da 92,4 a 94,2 punti, mentre l’indicatore composito riferito alle imprese passa da 95,3 a 95,6. La scomposizione settoriale mostra un miglioramento concentrato nella manifattura e nei servizi, a fronte di un arretramento nelle costruzioni, comparto che ha beneficiato in misura maggiore della fase di picco degli investimenti pubblici e che per primo registra il cambio di passo.

Confesercenti legge la sequenza formata dai dati sul Pil, dalla fiducia e dall’inflazione come indicazione di prospettive di crescita potenzialmente superiori alle previsioni, con la richiesta di misure a sostegno dei consumi per consolidare l’andamento. Confcommercio parla di vitalità dell’economia italiana e di una situazione dei prezzi sotto controllo, con riserve esplicite sulla ripresa autunnale. Le tensioni geopolitiche e il livello di incertezza restano il condizionamento di fondo che entrambe le associazioni richiamano.

Picco degli investimenti Pnrr e previsioni di rallentamento per il Mezzogiorno nel 2027

Le previsioni pubblicate dallo Svimez collocano nel 2026 il punto massimo degli investimenti Pnrr nel Mezzogiorno, pari a 9,3 miliardi di euro, con un Pil dell’area in crescita dello 0,8% contro il +0,7% stimato per il Centro-Nord. La sequenza si inverte l’anno successivo: nel 2027 il Sud rallenta allo 0,4% mentre il Centro-Nord sale allo 0,5%, esito che l’associazione attribuisce al progressivo esaurimento delle misure legate al Piano.

Per il tessuto industriale meridionale il dato indica la chiusura di una finestra durata quattro anni, durante la quale la spesa pubblica per infrastrutture, transizione energetica e digitalizzazione ha sostenuto ordini e occupazione in filiere che ora dovranno reggersi su domanda privata ed export. La sovrapposizione tra il ritiro degli stimoli e la risalita delle tariffe energetiche regolamentate definisce il perimetro entro cui si muoveranno le decisioni di investimento dei prossimi trimestri.

Potrebbero interessarti anche...