Digital Europe, un milione dal MIMIT per progetti su AI, dati e compliance normativa
Ridurre il peso burocratico della compliance attraverso piattaforme digitali, analisi dei dati e intelligenza artificiale: è questo l’obiettivo della misura con cui il Ministero delle Imprese e del Made in Italy mette a disposizione un milione di euro per cofinanziare i soggetti italiani coinvolti nella call europea DIGITAL-2026-AI-DATA-10-COMPLIANCE, inserita nel programma Digital Europe.
L’iniziativa europea punta a trasformare il modo in cui imprese, enti pubblici, autorità di regolazione e organizzazioni che gestiscono dati affrontano gli obblighi previsti dalla normativa comunitaria.
Il focus non riguarda soltanto l’archiviazione delle informazioni, ma l’intero percorso della conformità: raccolta dei dati, controllo della loro qualità, trasmissione alle autorità competenti, produzione di report, monitoraggio continuo e verifiche.
Per i partner italiani, il percorso prevede un doppio passaggio. Da una parte occorre presentare il progetto sul portale europeo Funding & Tenders entro le ore 17 del 1° ottobre 2026.
Dall’altra, per accedere al sostegno nazionale, bisogna inoltrare una specifica domanda al MIMIT entro le ore 17 del 30 ottobre 2026. Il contributo italiano sarà tuttavia riconosciuto soltanto ai progetti che supereranno la selezione europea condotta dalla Direzione generale CONNECT della Commissione.
Un bando dedicato alla compliance digitale
La call DIGITAL-2026-AI-DATA-10-COMPLIANCE rientra nel filone europeo dedicato a intelligenza artificiale e dati. Il programma intende favorire lo sviluppo di soluzioni capaci di alleggerire gli oneri amministrativi connessi al rispetto delle norme UE, sperimentandole in contesti concreti e non soltanto in ambienti teorici o di laboratorio.
Al centro dei progetti finanziabili ci sono le procedure di reporting regolatorio. In molti settori, organizzazioni pubbliche e private sono tenute a fornire periodicamente dati aggregati, dati finanziari, informazioni sulle transazioni, registrazioni di prodotto, eventi operativi e documentazione utile a dimostrare il rispetto di requisiti specifici. La molteplicità di formati, piattaforme e obblighi può generare attività ripetitive, rallentamenti e costi amministrativi rilevanti.
L’approccio promosso dall’Unione europea mira a rendere questi processi più automatizzati, interoperabili e affidabili. L’obiettivo non è eliminare la responsabilità umana nelle attività di controllo, ma mettere a disposizione tecnologie in grado di rendere più efficiente la gestione delle informazioni e più tempestiva l’individuazione di anomalie, lacune o possibili criticità.
I casi d’uso dovranno essere sviluppati in condizioni realistiche e potranno interessare ambiti in cui gli obblighi documentali e regolatori sono particolarmente complessi. Tra questi figurano agricoltura, ambiente, manifattura, sanità ed energia, settori nei quali il rapporto tra dati, processi aziendali e conformità alle regole è sempre più centrale.
Consorzi internazionali e finanziamenti UE
La partecipazione alla call richiede la costruzione di partenariati transnazionali. Ogni proposta dovrà coinvolgere almeno tre beneficiari indipendenti, provenienti da tre diversi Paesi ammissibili. La struttura del bando favorisce quindi la collaborazione tra imprese, pubbliche amministrazioni, università, organismi di ricerca, agenzie di regolazione e altri soggetti in grado di contribuire allo sviluppo o alla sperimentazione delle soluzioni.
Il budget complessivo assegnato al topic COMPLIANCE è pari a 8,5 milioni di euro. Per ciascun progetto selezionato, il contributo europeo previsto può variare da un minimo di 2 milioni a un massimo di 5 milioni di euro. Il finanziamento della Commissione copre fino al 50% dei costi ammissibili e la durata indicativa delle iniziative è fissata in 24 mesi.
La dimensione dei progetti richiesti suggerisce che il bando sia rivolto a iniziative strutturate, in grado di combinare competenze tecnologiche, conoscenza delle norme di settore e capacità di testare gli strumenti su processi effettivi.
Non basta, quindi, presentare una generica soluzione basata sull’intelligenza artificiale: le proposte dovranno dimostrare come le tecnologie possano migliorare concretamente attività di reporting, controllo e verifica della conformità.
Dati, API e machine learning: cosa possono finanziare i progetti
Le attività ammissibili comprendono un insieme ampio di tecnologie e strumenti digitali. Una parte rilevante riguarda l’acquisizione, l’elaborazione e la trasmissione automatica dei dati necessari per rispondere agli obblighi normativi. In questo ambito possono rientrare infrastrutture cloud, sistemi di cifratura e meccanismi per rendere più sicuri i flussi informativi.
Un ruolo importante è attribuito anche alle API, cioè alle interfacce che consentono ai sistemi informatici di dialogare tra loro. Applicate alla compliance, possono facilitare lo scambio standardizzato di dati tra imprese, piattaforme digitali e soggetti pubblici, riducendo inserimenti manuali, duplicazioni e rischi di errore. Le API possono inoltre rendere possibili controlli automatici o forme di autocontrollo in tempo reale.
Il bando guarda inoltre a soluzioni basate su machine learning e algoritmi avanzati, utilizzabili per supportare il monitoraggio degli adempimenti, rilevare incongruenze nei dati, classificare documenti e generare report in modo automatizzato. Questi strumenti dovranno essere progettati con adeguate garanzie in materia di trasparenza, sicurezza, privacy e governance del dato.
Tra gli elementi che possono caratterizzare i progetti rientrano anche sistemi di controllo degli accessi, registri delle attività e audit trail. La tracciabilità delle operazioni è infatti essenziale quando le informazioni vengono condivise tra più soggetti o utilizzate per dimostrare la conformità a obblighi regolatori.
La Commissione europea indica inoltre l’interoperabilità con i sistemi informativi pubblici e l’allineamento agli standard europei sui dati come aspetti rilevanti per la progettazione delle soluzioni.
Il ruolo del cofinanziamento MIMIT
Per affiancare la partecipazione italiana alla call europea, il MIMIT ha stanziato una dotazione di 1 milione di euro. Le risorse saranno destinate ai partner italiani inclusi nei progetti candidati sul programma Digital Europe e potranno coprire fino al 50% delle spese considerate ammissibili dalla misura nazionale.
Il sostegno del Ministero non sostituisce la candidatura europea, né costituisce un finanziamento automatico. La domanda nazionale deve essere presentata entro il termine previsto, ma l’effettiva concessione dell’agevolazione dipende prima di tutto dall’esito positivo della valutazione europea. Solo i progetti selezionati dalla DG CONNECT potranno accedere alla successiva istruttoria italiana.
La valutazione del MIMIT comprenderà un controllo formale della documentazione e un’analisi di merito. Tra i fattori presi in considerazione rientrano la qualità progettuale, la sostenibilità economico-finanziaria del proponente, la coerenza e congruità dei costi, l’impatto dell’iniziativa e il rispetto del principio DNSH, Do No Significant Harm. Quest’ultimo richiede che gli interventi finanziati non arrechino un danno significativo agli obiettivi ambientali.
Nel caso in cui le richieste ammissibili superino le risorse disponibili, sarà applicato un criterio di priorità collegato alla solidità economico-finanziaria dei proponenti. A parità di punteggio, verrà favorito il progetto caratterizzato dal costo inferiore. Si tratta di un aspetto che rende ancora più importante la definizione di un piano finanziario realistico, documentato e proporzionato alle attività previste.
Scadenze, invio della domanda e modalità di erogazione
La prima scadenza da considerare è quella europea: la proposta per la call DIGITAL-2026-AI-DATA-10-COMPLIANCE deve essere caricata sul portale EU Funding & Tenders entro le ore 17 del 1° ottobre 2026. È il termine fondamentale per partecipare alla selezione della Commissione europea.
La domanda di cofinanziamento nazionale segue invece una tempistica più ampia. I soggetti italiani interessati dovranno trasmettere l’istanza al MIMIT entro le ore 17 del 30 ottobre 2026, utilizzando la PEC dgiai.div06@pec.mimit.gov.it. La documentazione dovrà includere la domanda di agevolazione e gli allegati richiesti dal decreto direttoriale del 22 settembre 2026, con firma digitale. È inoltre previsto l’assolvimento dell’imposta di bollo da 16 euro secondo le modalità stabilite dalla procedura.
La richiesta nazionale, quindi, deve essere inviata prima che sia noto il risultato della call europea. La valutazione da parte della Commissione è attesa tra ottobre e novembre 2026, mentre la comunicazione degli esiti è prevista indicativamente tra gennaio e febbraio 2027.
Per le iniziative ammesse al contributo, l’erogazione del sostegno potrà avvenire in relazione agli stati di avanzamento dei lavori, fino a un massimo di cinque tranche oltre al saldo conclusivo. La prima richiesta di pagamento dovrà essere presentata entro 18 mesi dal decreto di concessione. È prevista anche la possibilità di chiedere un anticipo fino al 30% del contributo, subordinato, per le imprese, alla presentazione delle garanzie richieste dalla disciplina.
Un’opportunità per digitalizzare gli adempimenti
La call rappresenta un’occasione per le organizzazioni italiane che lavorano su intelligenza artificiale, data governance, software per il reporting, cybersecurity e interoperabilità dei sistemi.
Può interessare anche imprese di settori tradizionali che intendano partecipare come utilizzatori o sperimentatori delle soluzioni, contribuendo a testarne l’efficacia nei propri processi amministrativi e produttivi.
La compliance sta diventando un terreno di innovazione sempre più rilevante. L’aumento degli obblighi normativi, l’espansione dei dati disponibili e la necessità di garantire trasparenza e tracciabilità spingono aziende e pubbliche amministrazioni a cercare strumenti più evoluti rispetto alla gestione manuale di documenti e scadenze.
Per i soggetti interessati, la priorità è verificare rapidamente l’aderenza della propria idea progettuale agli obiettivi del bando, individuare partner in almeno altri due Paesi ammissibili e predisporre in modo coordinato sia la proposta europea sia la domanda nazionale. La stretta vicinanza tra le due scadenze richiede infatti una pianificazione tempestiva, soprattutto per completare correttamente la documentazione tecnica, amministrativa e finanziaria.
