Cina, avviata a Liuzhou la fabbrica dove i robot umanoidi assemblano altri robot
L’inaugurazione avvenuta il 12 settembre nella zona ecologica settentrionale di Liuzhou, città della regione autonoma del Guangxi Zhuang nel sud della Cina, ha portato in produzione uno stabilimento che il costruttore presenta come il primo impianto al mondo dimensionato per una capacità annua di diecimila robot umanoidi industriali. La struttura appartiene a UBTECH Robotics, società di Shenzhen quotata a Hong Kong e attiva nel comparto della robotica antropomorfa da oltre un decennio.
Il dato che ha attirato maggiore attenzione riguarda il tempo di ciclo dichiarato, poiché la linea è configurata per completare un’unità ogni dieci minuti, ritmo che colloca la produzione di macchine antropomorfe in una dimensione industriale finora estranea a un comparto rimasto nella fase dei prototipi e delle piccole serie. Le azioni della società hanno reagito con un rialzo superiore al tre per cento nelle contrattazioni successive all’annuncio.
L’elemento che caratterizza l’impianto riguarda il ruolo assegnato alle macchine prodotte dall’azienda stessa all’interno del ciclo produttivo, dal momento che i modelli su ruote della gamma Cruzr svolgono operazioni di movimentazione lungo le postazioni dove vengono assemblati i loro simili.
Dimensioni dell’impianto, capacità produttiva e tempo di ciclo della linea
La superficie coperta dello stabilimento raggiunge i quattordicimila metri quadrati distribuiti sotto un’altezza interna di tredici metri e ottanta, dimensioni che collocano la struttura nella categoria degli impianti di assemblaggio di media grandezza anziché in quella dei grandi stabilimenti manifatturieri. La capacità annua programmata supera le diecimila unità, obiettivo che l’azienda intende raggiungere a regime dopo la fase di avviamento.
L’organizzazione della produzione abbandona lo schema della linea fissa tradizionale e adotta una configurazione flessibile che combina bracci collaborativi, manipolatori, veicoli logistici e banchi di lavoro con rotazione su trecentosessanta gradi. Questa impostazione consente la lavorazione a modelli misti, con la possibilità di alternare sulla stessa linea le unità bipedi della serie Walker e le piattaforme su ruote della serie Cruzr senza fermate di riattrezzaggio.
Il montaggio di un singolo esemplare richiede oltre duemila viti di tipologie differenti, operazione che l’impianto affida a stazioni di avvitatura automatizzate servite da bracci robotici e da tavole rotanti. Al termine dell’assemblaggio le unità vengono trasferite in un magazzino automatico tridimensionale, dove ciascuna riceve un numero di serie che accompagna la tracciabilità del pezzo lungo l’intero percorso produttivo.
Movimentazione interna affidata ai manipolatori mobili della serie Cruzr
La logistica di stabilimento costituisce l’ambito in cui la formula della produzione di robot mediante robot assume un contenuto operativo verificabile, poiché i manipolatori mobili Cruzr equipaggiati con visione tridimensionale si occupano di depallettizzazione, prelievo dai contenitori, reintegro dei cassoni alle postazioni e trasferimento del materiale tra le stazioni di lavoro.
Accanto a queste macchine operano veicoli a guida automatica e carrelli elevatori autonomi che gestiscono i flussi tra magazzino, linea e area di spedizione, componendo un circuito di movimentazione che riduce gli interventi manuali sui trasferimenti interni. Gli operatori umani restano presenti nelle fasi che richiedono valutazione o intervento diretto, collaborando con le macchine nelle operazioni di carico e nella supervisione del processo.
La scelta di impiegare i propri prodotti nel ciclo che li genera risponde a una logica commerciale oltre che tecnica, perché fornisce all’azienda un ambiente di prova continuo nel quale raccogliere dati di funzionamento reali e affinare le prestazioni delle macchine prima della consegna ai clienti industriali. Il fondatore della società ha collegato la scelta della sede al tessuto manifatturiero di Liuzhou, polo automobilistico che ospita stabilimenti di diversi costruttori.
Gemello digitale e sistema di gestione della produzione sviluppati con Siemens
La progettazione dell’impianto è stata condotta insieme alla divisione software per l’industria digitale di Siemens, collaborazione che ha coperto la pianificazione della fabbrica, la gestione del ciclo di vita del prodotto, la simulazione, la programmazione della produzione e il controllo qualità. Prima dell’avvio dei lavori edili, un modello digitale in scala uno a uno realizzato con la piattaforma Plant Simulation ha riprodotto corsie, postazioni, aree di stoccaggio e percorsi dei veicoli automatici.
La simulazione ha avuto la funzione di verificare la sostenibilità del tempo di ciclo dichiarato, controllando in particolare che il ritorno dei contenitori vuoti e i punti di accumulo dei veicoli non generassero congestioni capaci di compromettere il ritmo di dieci minuti. La validazione digitale precedente all’investimento fisico rappresenta una pratica consolidata negli impianti di nuova costruzione, dove la correzione di un errore di layout dopo la posa delle strutture comporta costi sproporzionati.
La gestione dello stabilimento poggia sul sistema Yanshee, sviluppato dalle due società sulla piattaforma di agenti intelligenti Intelligence Center X, che coordina la programmazione degli ordini di lavoro, la distribuzione dei materiali e il monitoraggio della qualità in un circuito digitale chiuso. La tracciabilità individuale di ogni esemplare, associata al codice univoco assegnato in fase di versamento, completa la struttura informativa del ciclo produttivo.
I modelli prodotti e i clienti industriali della gamma Walker S2 e Cruzr
La produzione si concentra sulle macchine destinate all’impiego in ambienti produttivi e logistici, con la serie Walker che comprende il modello bipede Walker S2, dotato di un sistema di sostituzione automatica della batteria che consente il funzionamento continuativo senza fermate per la ricarica. La serie Cruzr raccoglie invece le piattaforme su ruote, tra cui i modelli S2 e Y1 impiegati nelle operazioni di pallettizzazione e movimentazione.
Il portafoglio clienti costruito dall’azienda comprende diversi costruttori automobilistici cinesi e internazionali che hanno avviato l’integrazione di queste macchine nelle proprie linee, assegnandole a compiti ripetitivi che richiedono spostamenti frequenti e turni prolungati. Nel comparto logistico le unità sono state collocate presso operatori di grandi dimensioni impegnati nella gestione di magazzini con funzionamento continuo.
Le consegne dell’anno precedente si sono attestate su 1.079 esemplari del modello Walker S2, volume che colloca l’azienda tra i fornitori più attivi del segmento industriale e che rende comprensibile il salto dimensionale rappresentato dall’obiettivo delle diecimila unità annue. Il portafoglio ordini accumulato ha superato gli ottocento milioni di yuan, corrispondenti a circa centotredici milioni di dollari.
Il quadro competitivo cinese nella robotica umanoide
I dati di settore relativi al 2025 attribuiscono ai costruttori cinesi oltre quattro quinti delle installazioni mondiali di macchine antropomorfe, quota che riflette la concentrazione degli investimenti pubblici e privati che il Paese ha destinato al comparto negli ultimi cicli di programmazione industriale. All’interno di questo mercato la posizione di vertice per numero di unità installate spetta ad AgiBot con il trenta virgola quattro per cento, seguita da Unitree con il ventisei virgola quattro.
La concorrenza si è intensificata anche sul piano finanziario, dal momento che Unitree ha completato la quotazione sul listino tecnologico della borsa di Shanghai il 19 agosto, raccogliendo l’equivalente di circa novecentodieci milioni di dollari e registrando un rialzo del quattrocentosessanta per cento nella prima seduta di contrattazione. La capitalizzazione raggiunta dalla società si colloca intorno ai cinquanta miliardi di dollari.
La corsa alla capacità produttiva si spiega con la convinzione, condivisa dagli operatori del settore, che la riduzione del costo unitario delle macchine dipenda dai volumi di produzione più che da innovazioni sui singoli componenti, e che il prezzo rappresenti la condizione per l’adozione su scala industriale. L’impianto di Liuzhou viene presentato dall’azienda come un modello replicabile, indicazione che suggerisce l’intenzione di estendere lo schema ad altri siti produttivi nei prossimi cicli di investimento.
