Accordo UE-Mercosur, Confindustria-ICE: 2.600 incontri B2B e un export potenziale da 14 miliardi

Accordo UE Mescour

Con più di 2.600 incontri tra aziende italiane e controparti locali organizzati in cinque giorni, la missione promossa da Confindustria e ICE-Agenzia in Argentina e Brasile si è conclusa a Brasilia con un bilancio che l’associazione degli industriali considera il punto di partenza per una presenza più stabile delle imprese italiane nei due mercati più grandi del Mercosur.

La delegazione ha toccato Buenos Aires, San Paolo e la capitale brasiliana in una fase in cui l’intesa tra Unione europea e Mercosur sta ridisegnando le condizioni degli scambi tra i due blocchi, e l’intento dichiarato fin dall’inizio era usare questa finestra per avviare rapporti industriali destinati a durare oltre la settimana di incontri.

Il presidente Emanuele Orsini, al rientro, ha descritto un’area in cui l’Italia viene percepita come un partner attrattivo, aggiungendo che “il momento per costruire qualcosa è questo”.

Accordo UE-Mercosur: il potenziale per l’export italiano

Secondo le stime richiamate da Orsini, l’accordo commerciale tra Bruxelles e il blocco sudamericano potrebbe portare l’export italiano verso quei Paesi fino a 14 miliardi di euro, all’interno di un mercato integrato che supera i 700 milioni di consumatori e che nei prossimi anni vedrà ridursi in modo progressivo le barriere per le imprese europee.

Il Mercosur riunisce Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay e, più di recente, la Bolivia, e i due Paesi visitati dalla missione ne concentrano la parte principale in termini di popolazione e di peso economico.

Per le aziende europee il nuovo quadro dovrebbe tradursi in un taglio graduale di dazi e ostacoli agli scambi, con vantaggi potenziali per i comparti in cui la manifattura italiana è più competitiva, dalla meccanica strumentale all’agroalimentare, dalla moda alla componentistica, e per chi punta a inserirsi nei progetti industriali e infrastrutturali in corso in Sud America.

Il direttore generale di Confindustria Maurizio Tarquini ha però ricordato che un accordo commerciale, preso da solo, non basta a generare affari, e che a fare la differenza saranno le persone e la fiducia costruita tra i due sistemi produttivi, un clima che negli incontri ha trovato improntato all’apertura e alla voglia di lavorare insieme. Per l’associazione il compito adesso è mantenere vivi i contatti nati durante la missione e aiutare le imprese a trasformarli in collaborazioni concrete.

Le tappe della missione tra Buenos Aires, San Paolo e Brasilia

La prima parte del viaggio si è svolta in Argentina, dove a Buenos Aires la delegazione ha incontrato imprese e rappresentanti del sistema produttivo locale per valutare le possibilità di collaborazione in un Paese interessato ad attrarre investimenti e competenze industriali dall’Italia.

Nella capitale argentina Orsini è stato ricevuto dal presidente Javier Milei, in un incontro al quale hanno preso parte anche il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e l’ambasciatore italiano Fabrizio Nicoletti. La presenza di due ministri ha dato alla missione un peso istituzionale che va oltre la dimensione associativa, e conferma l’attenzione di Roma verso un Paese con cui l’Italia condivide legami storici e una comunità di origine italiana molto numerosa.

Il passaggio in Brasile si è diviso in due momenti, con San Paolo, cuore economico e industriale del Paese, dedicata agli incontri B2B e al dialogo con le associazioni di categoria locali, e Brasilia come tappa conclusiva, più orientata al rapporto con le istituzioni.

Qui la delegazione ha visitato il SENAI, il servizio nazionale per la formazione industriale collegato alla confederazione dell’industria brasiliana, e secondo la vicepresidente di Confindustria per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti Barbara Cimmino quell’incontro ha mostrato con chiarezza quanto governo ed economia del Brasile vogliano rafforzare i rapporti con l’Italia.

Per Cimmino chiudere nella capitale ha avuto anche un valore simbolico, perché è lì che si costruiscono le cornici istituzionali necessarie a far partire i progetti delle imprese.

PMI e mercati del Mercosur: il ruolo dell’accompagnamento di sistema

Tra i temi emersi durante la missione, quello che riguarda più da vicino il tessuto produttivo italiano è la capacità delle piccole e medie imprese di sfruttare le aperture commerciali, visto che affrontare un mercato a migliaia di chilometri di distanza richiede informazioni, contatti e risorse che un’azienda di piccole dimensioni spesso non ha al proprio interno.

Fausto Bianchi, vicepresidente di Confindustria e presidente della Piccola Industria, ha indicato Argentina e Brasile come un’occasione di crescita molto ampia per le PMI, che a suo giudizio possono contare su prodotti di qualità, tecnologia e capacità produttiva, ma non sempre hanno una struttura sufficiente per muoversi da sole in contesti lontani e complessi. Il suo ragionamento è che gli accordi commerciali abbattono le barriere formali, mentre spetta al sistema associativo e istituzionale mettere le piccole imprese nelle condizioni di entrare davvero in quei mercati.

In questa prospettiva l’obiettivo va oltre l’aumento delle vendite all’estero e riguarda l’ingresso delle PMI nelle filiere locali e nei progetti industriali che prenderanno forma nei prossimi anni.

Per un’azienda che valuta il Mercosur questo significa appoggiarsi agli strumenti di internazionalizzazione già disponibili, dagli uffici ICE in Brasile e Argentina alle misure di SIMEST per la presenza sui mercati esteri, fino alle missioni settoriali organizzate dalle associazioni di categoria, prima di investire in una sede o in una rete commerciale propria.

Dopo la missione: la delegazione della moda a ottobre e i settori per il 2027

Il lavoro avviato proseguirà già nelle prossime settimane, perché secondo Cimmino la delegazione è rientrata con un calendario di iniziative definito, a partire dalla trasferta di Confindustria Moda, attesa in Brasile a ottobre con un gruppo numeroso di aziende del settore.

Per il 2027 sono stati già individuati altri comparti da accompagnare sui mercati sudamericani, e l’associazione intende verificare nel tempo i risultati delle relazioni avviate, affiancando al lavoro sui rapporti personali e culturali un sistema di indicatori e dati con cui misurare l’efficacia delle azioni.

Per le imprese che hanno partecipato questo vuol dire poter contare su un supporto anche dopo il rientro, approfondendo i contatti nati durante gli incontri B2B e scegliendo con più elementi quali trattative portare avanti.

Chi è interessato ai prossimi appuntamenti può seguire il calendario delle iniziative promozionali pubblicato da ICE-Agenzia e dalle associazioni di categoria del proprio settore, dove missioni, fiere e programmi di incoming di operatori esteri in Italia vengono annunciati con qualche mese di anticipo, spesso con condizioni di partecipazione agevolate per le piccole e medie imprese.

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